mercoledì 2 luglio 2008

Suzhou





Marco Polo l’aveva definita la “Venezia dell’Est”; oggi, nonostante la parte vecchia con canali e pagode, io la definirei la Shanghai turistica.

Non si fa mancare i mega centri commerciali nel quadrilatero della moda; giardini e pagode ad uso e consumo dei turisti; piacevoli giri in barca (ma non gondole) sui canali per turisti stanchi ed accaldati dal sole.
Per ritrovare la Venezia di Marco Polo, si deve entrare nelle stradine che costeggiano i canali e ricordarsi che quando lui era venuto in Cina, Venezia non era come la vediamo noi ora.

“È tutto”
Francesca

martedì 1 luglio 2008

Western House

Mangiare cinese con i cinesi? A Nanjing, alla "Western House" trovi i giovani che adorano e imitano l'occidente; risultato? cibo cinese, ma con la gentile concesione di forchetta e coltello in una sala tapezzata da poster di ubriaconi tedeschi: le posate lavate con acqua senza detergente e sterilizzati agli UVA per non inquinare lo Yangtze.
Finalmente scopri che loro hanno difficoltà con le posate, forse per questo usano i bastoncini. Dopo la cena è quasi d'obbligo farsi fotografare dai loro cellulari ultimo grido.
Per una sera, nell'antica capitale dei Ming, presso la collina dei susini in fiore, le foto di un vecchiaccio milanese (milanren lao), al quale loro concedono il posto a sedere sul metrò, viene trasmessa ai fans teenagers locali.

Papà Silva

Nanjing



Approfittando della presenza dei miei in territorio comunista, siamo andati a visitare la capitale del sud, Nanchino, a sole 2ore da Shanghai con il treno super veloce, per far passare “il peggior compleanno della vita “ a mamma Fausta; e questo solo perché abbiamo alloggiato in un hotel mega lusso con sala massaggi, sauna e piscina. Non voglio sapere se l’avessi portata in un tipico hotel cinese cosa avrebbe detto…

La città è veramente bella e ricca di storia: era la capitale sotto l’impero Ming; ma essendo noi così ignoranti sulla cultura cinese, potevamo solo girare per i bellissimi parchi degli imperatori e per le loro tombe commentando con un sacco di “ohhh”.
La parte più divertente, ovviamente per la sottoscritta, era il cimentarsi dei miei genitori col cibo locale (erano abituati troppo bene nel mio cute appartamento) e all’uso delle bacchette, tanto che mamma Fausta, la previdente, si era portata dietro forchetta e coltello.

“È tutto”
Francesca